sabato 6 novembre 2010

Indice Internazionale di Percezione della Corruzione nel mondo 2010

(clicca su Immagine)  Transparency International ha pubblicato il CPI (Corruption Perception Index) 2010. L’Italia occupa il posto numero 67 su 178. Prima di noi tutti i paesi Ue, G8 e G 20, fatta eccezione di Romania (69), Bulgaria (73) e Grecia (78). Prima di noi, soprattutto, Malesia (56), Turchia (56), Tunisia (59), Croazia e Macedonia (62), Ghana e Samoa (62), Rwanda (66). Transparency International (TI), il network globale leader sulla lotta alla corruzione con sede centrale a Berlino, cui aderiscono oltre 90 associazioni su base nazionale, ha diffuso oggi i dati relativi al CPI 2010 per i 178 Paesi censiti.
In ragione della sua lunga tradizione nel ruolo di sensibilizzazione sul tema e per il ruolo civico che lo accompagna (è stato il primo indice internazionale dopo l’indice municipale redatto da Transparency Italia nel 1996: Il costo della corruzione: Il Caso Milano), il CPI è storicamente il punto di riferimento della comunità internazionale sul tema “corruzione” e rappresenta il momento privilegiato di rapporto diretto con le pubbliche opinioni  sul “cancro della corruzione”.  “No comment” ma i capitali stranieri si muovono anche in base a questo indice, il quale evidentemente è un parametro importante per la fiducia economica. Acquistereste dei titoli di stato o fareste investimenti in un paese che dice che tutto fila liscio mentre il CPI dice il contrario e i capitali esteri se ne stanno alla larga?

1 commento:

  1. Antonello da New Yorky6 novembre 2010 09:37

    e pure alcune multinazionali se ne stanno andando lasciando in Italia solo una filiale di rappresentanza: grazie silvio che tutto hai fatto per aumentare questa percezione di marciume

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