venerdì 3 gennaio 2014

La politica mentalista

Forse non è così evidente ma da tempo si è riaffacciata una politica vuota, inconsistente, una politica che attinge dal luogo comune, da ciò che la gente chiacchiera, dal pettegolezzo e consapevole di ciò alimenta le tifoserie con nuove battute pungenti e provocatorie affinchè esse se ne possano nutrire inducendole a pensare di essere partecipi ai fatti della politica: la Politica Mentalista.


Nessuno sa precisamente quando è iniziato questo fenomeno ma dalla sua comparsa  è sempre stato attivo, sempre attento a cogliere i desideri, le aspirazioni della gente comune e tradurle in promesse elettorali. Esso, il Mentalismo Politico, induce bisogni, scelte e coglie a man bassa nel  populismo, (inteso come metodo lusinghiero, esaltante e demagogico) ciò che la maggioranza della gente vuole sentirsi dire. Forse qualche studioso potrebbe dire che questo fenomeno non è nuovo, potrebbe dire che addirittura si perde nella notte dei tempi,  ma comunque sia esso è tuttora usato e  tuttora mostra la sua  efficacia .


Uno dei grandi mentalisti recenti è stato e resta, senza ombra di dubbio, Berlusconi: " diventeremo tutti ricchi... creerò un milione di posti di lavoro.... meno tasse per tutti... una giustizia giusta (logicamente volta sui suoi problemi".Ricorda quel discorso fatto da quel proprietario terriero in Miracolo a Milano: "Io sono con voi- io sono come voi- io sono uno di voi- perché cinque dita ha la mia mano e cinque dita la vostra. Controllate se non ci credete!".  Ma via lui, o meglio, messo un poco in disparte altri, singoli o gruppi, in modo più o meno simile, hanno preso il suo posto. Ancora oggi  sentiamo i roboanti proclami squarciare l'aria  della penisola.." cambieremo la legge elettorale in modo più rappresentativo.. il lavoro sarà la nostra priorità.. dimezzamento dei costi della politica e dei rappresentanti in parlamento. Forse siamo noi ad avere il bisogno di sentirci dire quelle parole pur sapendo che sono solo parole di  propaganda  spicciola, ed il mentalista politico ci accontenta. 

Forse siamo noi a desiderare ardentemente l'uomo dei sogni, l'uomo che ci dirà cose a cui noi aneliamo, che ci  induce a discutere le sue battute, le sue sparate come fatti salienti del viver comune. Mai come in questo tempo le menti possono essere manipolate dai media, dal continuo bombardamento di slogan, di accettazione di verità distorte, piegate ad un interesse particolare.  Siamo affamati di proclami, ne sentiamo la necessità, altrimenti non ci cascheremmo come pere tutte le volte. Come farebbe sennò Forza Italia ad avere ancora il 21% dei consensi dopo quasi venti anni di leggi ad personam e di risultati che ci hanno portato al limite del default? Come facciamo noi a credere che il giorno dopo un'elezione tutto possa cambiare se abbiamo le coscienze insozzate di corruttele, di familismo, di favoritismi, di mafiosità?  

In questa corruzione dilagante arrivata fino ai gradini più alti nella pubblica amministrazione, il popolo rimane famelico di promesse. Spesso sentiamo dire: " almeno lui, dice che certe cose le farà!". Sottratte risorse alla giustizia che annaspa tra mille difficoltà, ammaestrata la scuola del pensiero critico, la scuola pubblica che forma le menti e le coscienze, tutto diviene lecito e possibile, anche la teoria dell'uomo unico che guida tutto, risolve tutti i problemi e capisce i nostri bisogni, anzi li anticipa.

I padri costituenti ci hanno esortato e ragionare, a formarci una coscienza, a tenere presente il bene comune, a mantenere una giustizia indipendente. Ci hanno comandato un esecutivo fatto dalla migliore parte della società, con scuole pubbliche funzionanti. Beato è quel popolo che impara dagli errori e dagli orrori della storia, che guarderà alla verità spogliata da mistificazioni, da luoghi comuni, altrimenti, disgraziato lui: il suo   futuro potrebbe non essere autodeterminato e consapevole e quel che è peggio, avrà poggiato le fondamenta della propria casa sul nulla.  (D.O.)

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