venerdì 2 dicembre 2011

Lega-Un monumento al dito medio


Sbraitano, urlano cose bestiali agli immigrati, i commensali alla tavola del potere. Abbiamo ancora nelle orecchie i vecchi slogan leghisti, quelli che avrebbero dovuto far volare le sedie di chi si era appropriato delle ricchezze del paese e le ha distribuite in malo modo ai propri amici. Ebbri di potere, con un piede ancora nel grande salone, alcuni bestemmiano, altri, ancora seduti alla mangiatoia, chiedendo altro cibo, altre cariche (Copasir/Rai), più potere, minacciano, insultano in nome della libertà.


In 17 anni di condivisione totale di governo, anni in cui a piene mani hanno colto incarichi, imprecato contro le casta di cui facevano parte, mentre il paese attendeva soluzioni, la miglior  risposta data, (oltre a scrivere i cartelli in dialetto, a dipingere le strisce pedonali verdi, ad insulti razzisti, a bestemmiare contro la bandiera ed imprecare contro la Roma Ladrona),  è stata un dito medio rivolto agli italiani, agli imprenditori del Nord, ai lavoratori, alla cultura, alla scuola, ai giovani. Dov'era la Lega quando il Premier e Tremonti ci dicevano che la crisi non esisteva?

Dov'era quando nella pubblica amministrazione la corruzione divorava le visceri delle istituzioni e della società? Oggi nella classifica mondiale siamo dietro al Ruanda - quindici anni fa, mentre si svolgevano molti processi per Tangentopoli, eravamo al 33˚ posto. Siamo scesi dieci anni dopo, nel 2005, al 40˚, nel 2008 al 55˚, nel 2009 al 63˚, nel 2010 al 67˚. E quando pareva che già fossimo caduti così in basso da non poter precipitare ancora siamo sprofondati quest’anno al 69˚ posto. 

Dov’era la Lega, quando la mafia sotterrava i rifiuti tossici nei terreni di Milano, di Brescia, Bergamo, (luoghi dove la quasi totalità delle amministrazioni locali di tutte le aree sono rette dalla lega). Dove erano quando i mafiosi entravano in Regione Lombardia dalla porta principale, oppure a mezzo del vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Nicoli Cristiani (PdL), i rifiuti venivano smaltiti illecitamente con la certezza di evitare i controlli da parte dell'Arpa, (l'agenzia regionale per l'ambiente controllata dalla Regione Lombardia). Il Vicepresidente è stato arrestato mercoledì 30 novembre con l’accusa di corruzione e traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta sulla società BreBeMi i cui cantieri, nei fondi della massicciata utilizzavano rifiuti non trattati e scorie mischiate a materiale di demolizione. 

E mentre il Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni (Lega) si dichiara “profondamente colpito”, ma allo stesso tempo fiducioso “nel fatto che Nicoli Cristiani possa dimostrare l’estraneità ai fatti” nella casa di Nicoli Cristiani sono state trovate in casa due buste con 100.000 euro in contanti. Di loro al nord, a chi ha creduto alla Lega e a noi tutti, non rimane che un grande monumento al dito medio a ricordarci ciò che è accaduto : è la più eloquente risposta data ai problemi del Paese.

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