martedì 8 novembre 2011

L'Italia che vuole scoprire le stelle


Vade retro, non sia il drago la mia luce ma la democrazia e l’uguaglianza. Di questo periodo  berlusconiano sarà difficile ricordare provvedimenti che abbiano avuto un valore aggiunto per il paese. Ricorderemo gli scandali, le guerre istituzionali, le leggi ad personam  e soprattutto ricorderemo ciò che ci ha lasciato; un paese lacerato, assuefatto al peggio inquinato dalla stampa e Tv


che lo hanno appoggiato, incensato, giustificato nei fatti più gravi, strillando all’unisono che tutto andava bene e che eravamo in una piena ed ottima concezione democratica dello stato. E guardiamo ad oggi. Asserragliato, accerchiato,  nei palazzi grida “venite a prendermi! Dopo tutto quello che ho fatto per voi! Voglio vedere in faccia i miei traditori”. Abbiamo ancora nelle orecchie le sue ultime parole pubbliche "L'Italia non sente qualcosa che potrebbe assomigliare alla crisi", mentre i mercati di oggi raggiungendo nuovi record, parlando esattamente un’altra lingua, portando  il differenziale Btp/Bund  a  495,5 punti e il rendimento del 6,73%

Berlusconi di queste ore, si sta comportando come Gheddafi, ma mentre il leader libico ha sparato sulla popolazione pallottole vere, B. asserragliato nella torretta con il casco intesta, assieme ad alcuni fedelissimi contractor spalanca le porte alla sfiducia dei mercati, i quali senza indugio ci stanno divorando le carni aumentando a dismisura gli interessi sul debito pubblico. Così facendo ci ha svenduti, ed Egli, essendo imprenditore sicuramente conosce le conseguenze di quanto è successo negli ultimi mesi e soprattutto in queste ultime ore. Egli ha svenduto il nostro futuro cercando solo disperatamente di rimanere a galla a qualunque costo, sulla pelle del paese, sul futuro dei nostri figli a cui lasciamo sulle spalle ulteriore debito,

Sarà festa grande quando se ne andrà, sarà la festa della speranza, ma come è costume di ogni tiranno dobbiamo aspettarci  il solito colpo di coda a cui essi sono avezzi in chiusura di carriera. Quanto a noi, noi popolo italiano, vogliamo vedere la luce-vorremmo respirare la democrazia che oggi ci manca come l’aria, vogliamo avere un’occasione, una speranza di futuro, di popolo. Ci sentiamo sporchi, lordati di scandali, di abusi, di corruzione, di inquisiti per mafia. Ci sentiamo depredati di cultura vera, che non sia quella dell’apparire; siamo stati depredati della presenza degli scrittori, degli intellettuali, delle scienze, dell’ingegno, della satira, di programmi che raccontano le cose scomode, del lavoro di tutti i livelli. Ed ancora… di uguaglianza, di giustizia celere, di progetti di sviluppo e sopraffatti dall'evasione fiscale, dagli abusi di ogni tipo, da  quello sull'ambiente all'abbandono del patrimonio artistico fino ai privilegi ed i costi della casta, passando per la sofferenza della scuola pubblica.
L'istruzione risana. L'istruzione illumina. - Luce, luce volgiamo vedere.

Da – I Miserabili di Victor Hugò.- Luce! luce! Chi sa se quei corpi opachi non diventeranno trasparenti! le rivoluzioni non sono forse delle trasfigurazioni? Filosofi, andate, insegnate, illuminate, accendete, pensate ad alta voce, parlate forte, correte allegramente al gran sole, fraternizzate con le pubbliche piazze, annunciate la buona novella, insegnate l'alfabeto, proclamate i diritti, cantate la Marsigliese, diffondete l'entusiasmo, strappate rami verdi alle querce. Fate dell'idea un turbine. Sappiamo servirci di quel vasto braciere di principi e di virtù, che in certe ore scoppietta, sfavilla e freme. Quei piedi nudi, quelle braccia nude; quei cenci, quell'ignoranza, quelle abiezioni, quelle tenebre possono essere impiegate per la conquista dell'ideale. Guardate nel popolo e scorgerete la verità. Quella vile sabbia che calpestate, gettatela nella fornace, fatela fondere e diventerà uno splendido cristallo col quale Galileo e Newton scopriranno le stelle.

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