martedì 12 aprile 2011

Al canto dei Galli

Come se non bastasse  la crisi economica in atto denunciata ancor ieri da E. Marcegaglia, (Presidente della Confindustria), come se non bastasse la  situazione paludosa  in  cui la politica Italiana si è cacciata, le guerre, le sollevazioni nei paese del nord Africa  e tutto il resto, accade che non c’è mattino in cui un gallo non canti ad orario differente, per cui sebbene possa non piacerci, al suo richiamo dobbiamo metterci in moto.
La conseguenza di ciò è che il mondo o è già in moto da tempo, e quindi siamo in ritardo, oppure siamo in anticipo  e ad attenderci non troviamo nessuno. Questo è quello che circa accade ogni mattina, un pasticcio al giorno.


Però una volta, una cosa giusta credo la facemmo: prendemmo un treno, uno di quelli importanti, che ha cambiato il destino di 55 milioni di italiani. Ricordo che lo prendemmo con le valige ancora aperte, ma incredibilmente, come raramente accade in questo paese di fare la cosa giusta al momento giusto, riuscimmo a salirvi a bordo e quel viaggio ci ha portato ad essere ciò che siamo oggi: una nazione in difficoltà, con tante gatte da pelare, ma non morta. Ricordo quel giorno: Quel giorno cantò un solo gallo che ci esortò a salire a bordo, e da allora,  stiamo ancora viaggiando su quel treno su cui altri paesi, con tutta la loro determinazione,  vorrebbero ancora oggi salire. Quel treno si chiama Euro e la compagnia ferroviaria, Europa. Questo, grazie ad un signore, allora era capostazione che dicevano avesse la faccia da mortadella,(Romano Prodi) il quale  con una voce esile ma convinto e determinato  sollecitò tutti noi a salire. A lui, sia io che i miei figli siamo grati ancora oggi.

In questo tempo, altri galli che cantano ognuno all’ora che gli gira, ci incitano a scendere da quel treno dicendoci che è meglio andare a piedi ef in alternativa ci propongono una simpatica passeggiata nel deserto lunga migliaia di chilometri. E permettete che la signora Europa guardi con diffidenza al nostro nuovo capostazione che ha scambiato il suo Paese per un teatro della sceneggiata e a tutti i nuovi galli che da sempre  imprecano contro di essa imbrogliandola ora con le quote latte ora con progetti fasulli, ora non facendosi trovare nei momenti importanti?  In merito alla riunione del ministro dell’Interno alla UE il    Ministro  Roberto Maroni ha così sintetizzato l'esito della riunione svoltasi a Lussemburgo sull'emergenza immigrazione. "E' stato un incontro deludente che si è concluso con un documento, sul quale c'è stata la mia astensione, che non prevede alcuna misura concreta. e la linea passata è quella che l'Italia deve fare da sola. Meglio soli che male  accompagnati” quindi è meglio uscire dalla UE, ha concluso il ministro. Poi c’è stato il presidente del Consiglio che ha minacciato separazioni dall'Europa e il ministro Calderoli che pensa a ritorsioni sul fronte difesa e propone di ritirare i militari italiani dal Libano e schierarli per difendere i nostri confini. .

Ma con la signora non scherza.  "la solidarietà in Europa deve essere condivisa solo quando un Paese è realmente colpito da un problema di immigrazione di massa. E' questo non è il caso dell'Italia". “È prematuro decidere l'attivazione della direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea per i profughi dai paesi del Nord Africa”. Questo è quanto espresso dal ministro tedesco, Hans-Peter Friedrick, dal ministro austriaco, Claudia Bandion-Ortner, dal segretario di Stato agli affari interni slovacco, Maria Kolikova, e dal ministro polacco, Jerzy Miller. Molto critiche sul principio del 'burden sharing'  anche le parole dei rappresentanti di Francia e Belgio. "Non è stata una buona giornata per l'Italia", ha commentato una fonte comunitaria.

A questi canti ha risposto il Presidente della repubblica, che invita a non prendere così alla leggera il rapporto con l'UE e a frenare dichiarazioni troppo accese e prese di posizioni che non tengono pienamente conto della normativa europea. Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che lo staff del Quirinale non lesina inviti alla "responsabilità" e ad evitare approcci "miopi e difensivi". Raccomandazioni che Maroni evidentemente non ha raccolto.
Certo che tutti ci auspichiamo una collaborazione Europea sia in questo che in altre situazioni ma come possiamo fare  l’Europa con chi non ci crede e sparla  e rema contro in ogni occasione. Qui Italia… si naviga a vista. D.O

1 commento:

  1. Ciao condivido pienamente e credo che sia stata la salvezza degli italiani entrare nell'Euro.
    Grazie Polo

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